PROGETTO LABORATORIO STORICO

IL RINNOVAMENTO DELLA DIDATTICA VEICOLATO DALL’INFORMATICA

Si parla sempre con maggior insistenza di giovani deresponsabilizzati, scarsamente informati, di ragazzi poco interessati e poco coinvolti dalle proposte didattiche.

Bisogna fare i conti con il loro crescente disinteresse per la storia e per le altre discipline studiate e porsi il problema delle loro motivazioni, dei loro “vissuti” soggettivi, sempre più dominati dalla presenza della “nuova multimedialità” e di un nuovo linguaggio che giudicano più congeniale alle loro esigenze.

E’ ormai attivo nella nostra scuola da 12 anni un progetto laboratoriale che ci ha permesso di realizzare C.D e DVD su vari argomenti: sul Medioevo, sull’Età dei Lumi, sulla Questione Mediorientale, sulle Civiltà Precolombiane, sulla Resistenza, sul Risorgimento, sugli Anni Settanta, sulla Shoah, su I Regimi Totalitari, su La Grande Guerra, “Lezioni interattive su: Rivoluzione Industriale, Rivoluzione Americana, Rivoluzione Francese, Napoleone Bonaparte e L’Età della Restaurazione.” sul viaggio d’istruzione in Grecia, in Spagna, a Budapest, a Praga e in altre località visitate dai nostri alunni. Questi ipertesti sono stati utilizzati nelle classi del biennio e del triennio come strumento didattico più innovativo rispetto al tradizionale manuale (che non intende comunque sostituire); sono stati visionati dagli alunni delle scuole medie nell’ambito dell’attività di promozione dell’istituto o nell’ambito del progetto accoglienza.

La costruzione di ipertesti multimediali si è rivelato un rimedio valido, che non ha indebolito la serietà o il vigore dell’insegnamento, ma ha fatto sperimentare nuovi percorsi attraverso i quali gli studenti possono acquisire e costruire conoscenze e competenze valide.

Se infatti è scontata la crisi dell’ “apprendimento lineare”, l’acquisizione di nuove conoscenze deve presupporre un processo nel quale l’individuo che apprende abbia un ruolo attivo di rielaborazione e di riorganizzazione delle informazioni. Siamo partiti dall’idea che le conoscenze del soggetto sono organizzate in “mappe” entro cui è possibile trovare efficaci collegamenti tra contenuti diversi. Abbiamo adottato l’immagine del “reticolo aperto” perché convinti che gli oggetti dell’apprendimento sono interconnessi ed interagenti l’uno con l’altro e che proprio dalla loro interazione possa nascere la conoscenza. Se il testo tradizionale è dominato dalla logica della successione ordinata e unidirezionale degli elementi, una configurazione ordinata gerarchicamente e definita una volta per tutte e immodificabile, nell’ipertesto un tale “ordine” è completamente sovvertito. Esso si presenta come una rete di elementi significanti, che strutturalmente prevede la possibilità di attraversamenti; come un “luogo cognitivo a più dimensioni” dove elementi linguistici, grafici, visivi, e sonori si intersecano in una struttura a rete. Queste caratteristiche permettono al lettore di muoversi all’interno dell’ipertesto lungo percorsi di collegamento che lo lasciano libero di organizzare il suo “viaggio” dentro il prodotto multimediale usando la sua rete di temi conduttori e di rimandi fra sezioni. Non esiste un percorso obbligato e la conoscenza che viene progressivamente costruita non è un muro fatto di tanti mattoni, ma un reticolo dinamico, in cui ogni parte è interconnessa con le altre. Si può partire da un punto qualsiasi e ogni lettore può costruire la sua propria finalità in un processo formativo che è lui stesso a decidere e definire.

L’ipertesto include anche gli ipermedia: i collegamenti attivati permettono di rinviare il lettore ad immagini e ad altri elementi visivi ( tabelle, mappe, grafici, diagrammi, illustrazioni) nonché ad elementi uditivi (musiche, filmati, sezioni interamente parlate);ogni sezione macrotematica presenta inoltre sottosezioni microtematiche.

Gli obiettivi che i prodotti si erano prefissati sono stati largamente raggiunti:

  • è stata rinnovata la didattica della storia e sono stati realizzati validi progetti multidisciplinari che si sono avvalsi dell’uso delle nuove tecnologie multimediali,
  • gli studenti hanno lavorato con una forte motivazione e questo li ha aiutati a superare le difficoltà incontrate,
  • gli alunni hanno manifestato con chiarezza il loro gradimento rispetto a questa nuova metodologia di lavoro che ha facilitato la loro capacità di imparare e di progettare mantenendo un vivo interesse per il lavoro svolto.

Il laboratorio è riuscito a far superare ad alunni ed insegnanti la visione trasmissiva tradizionale del sapere attraverso lezioni frontali e contenuti confezionati; ha privilegiato e stimolato la capacità di cooperare e di lavorare in gruppo tra alunni e tra insegnanti e alunni, facendo scattare la motivazione al sapere e la capacità di portare a termine la ricerca come prodotto collettivo. Se infatti è scontata la crisi dell’ “apprendimento lineare”, l’acquisizione di nuove conoscenze deve presupporre un processo nel quale l’individuo che apprende abbia un ruolo attivo di rielaborazione e di riorganizzazione delle informazioni. Gli ipertesti hanno risposto in modo ottimale al processo di insegnamento/apprendimento che non si è costruito come un semplice passaggio da un soggetto all’altro, insegnante/studente, ma si è basato su un processo di interazione che ha provocato un continuo confronto, avvalendosi inoltre di nuovi e più ricchi modi di connessione ed organizzazione. Le nuove tecnologie rappresentano certo una sfida atta ad innescare processi di cambiamento, mettono in crisi il modello tradizionale di insegnamento/apprendimento, aprendo nuovi scenari sia dal punto di vista organizzativo-relazionale che da quello metodologico-didattico.

Il progetto è curato dalla Prof.ssa Loredana Di Lecce.

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